
Oggi tutto viene valutato secondo la prospettiva dell'efficacia. Anche le psicoterapie. Ma gli schemi correnti di quel che si tratta di "produrre" attraverso una terapia non sono applicabili alla psicoanalisi, e non per un problema di scientificità. Il problema - sostiene Marco Focchi - è politico. La psicoanalisi è in conflitto con quello "scientismo" a cui si ispirano strutture autoritarie garantite dalla pseudodemocrazia degli "esperti" e dei sondaggi d'opinione. In questa situazione, la psicoanalisi ha un particolare "glamour" come pratica di liberazione del soggetto: "Procedura che si affida solo alla relazione e alla parola, impossibile da verificare in un esperimento a doppio cieco, imperniata su qualcosa di così poco empirico come l'idea dell'inconscio, sintonizzata su una sessualità che non coincide con la pornografia dei sentimenti diffusa da reti televisive indifferenti a qualsiasi conflittualità che non sia d'interessi, la psicoanalisi porta la fiaccola di una cultura che va nel senso della modernità, arginando le forme degradate di positivismo che ne costituiscono la zavorra ideologica.