
Marco Focchi riprende in questo volume alcuni argomenti ai quali ha dedicato la sua attenzione nei lavori più recenti, e che possono essere ricondotti a una riflessione sulla specificità della psicoanalisi per una lettura del nostro tempo e nella cura dei disturbi di cui soffre il soggetto umano oggi. Cura non come adattamento alla realtà e a una norma. Infatti, non c'è una "norma" a cui adattarsi, e scopo del trattamento psicoanalitico non è l'eliminazione del sintomo, che è la soluzione, pur imperfetta, trovata dal soggetto per venire a patti con la sua sofferenza. Piuttosto, secondo un'espressione di Lacan, il paziente dovrà imparare a "saperci fare" con il sintomo, a utilizzarlo. Contestando lo scientismo dominante negli attuali orientamenti terapeutici, Focchi ripercorre così la storia dei rapporti della psicoanalisi con la scienza, dall'impianto freudiano originario alla teorizzazione di Lacan a partire dalla posizione strutturalista fino agli ultimi sviluppi del suo insegnamento. I "nuovi sintomi" e le nuove domande di cura a cui oggi la psicoanalisi di dispone a rispondere. La negazione dell'inconscio e del desiderio, con la crescente "spettacolarizzazione" della vita. Le attuali dinamiche all'interno della famiglia e più in generale nella società, con il "declino del padre" e la crescente presenza femminile in ruoli di potere. Una risposta puntuale alle contestazioni della psicoanalisi da parte di Popper e di Grunbaum, e un'argomentata proposta per la fondazione di un'epistemologia psicoanalitica. Sono alcuni fra i temi che l'autore elabora in modo brillante e convincente, in questo volume ricchissimo di spunti.